L'immigrazione clandestina divide l'America
27 aprile 2006
Il Senato USA lo scorso 28 aprile seppure con quasi due anni di ritardo, ha risposto alle pressioni del Presidente Bush, riconoscendo che il problema dell’immigrazione di lavoratori illegali nel paese, va in un qualche modo regolato. Già nel 1993 fu il presidente Clinton a definire l’immigrazione clandestina, per lo più proveniente dal Messico, "una minaccia alla sicurezza nazionale" .
Il testo di legge, deciso dalla Commissione incaricata dal Senato dopo una prima discussione, e che dovrà ora essere vagliato dal Congresso in aula, forse già entro questa settimana, prevede la legalizzazione degli 11 milioni di immigrati illegali e, in definitiva, garantisce loro la cittadinanza, seppure dopo un lungo periodo di "precariato", l’effettuazione di un esame di lingua inglese e a fronte del pagamento di una multa. Lo stesso progetto prevede, inoltre, la realizzazione del più imponente programma di ospitalità per lavoratori che sia mai stato attuato negli USA dagli anni ’60.
Mentre i Democratici si accingono ad approvare la proposta, il partito repubblicano è profondamente diviso al suo interno. Da un lato i rappresentanti degli interessi dell’industria giocano a favore di una soluzione che non turbi troppo i loro affari e il mercato del lavoro, dall’altro i legalisti si dicono, invece, chiusi a ogni ipotesi di amnistia.
Così come per altri temi all’ordine del giorno negli Stati Uniti, insomma, anche quello dell’immigrazione è atteso da un ambiente politico ostile ai "mediatori".
Il presidente Bush, in un discorso radiofonico trasmesso il 25 marzo e poi ripreso da molte stazioni televisive, ha riconosciuto le difficoltà che si trovano davanti i senatori. "E’ un dibattito emotivo" ha detto. "L’America non deve scegliere tra l’essere una società accogliente o essere una società legalista. Possiamo essere entrambe le cose allo stesso tempo".
Quanto proposto dalla Commissione del Congresso si scontra con le tesi dell’ala conservatrice del partito repubblicano che ritiene necessario che alla frontiera con il Messico vada eretto un vero e proprio muro ed è convinta che non ci possa essere alcun "buon governo" per porre fine al traffico di lavoro clandestino, dal momento che il divario di reddito tra USA e Messico è il più ampio del mondo tra due Paesi confinanti.
E’ così che l’ala dura del partito repubblicano, a dicembre, è riuscita a far passare alla Camera dei Rappresentanti un progetto di legge che trasformerebbe in criminali quelli che vivono negli USA senza permesso ed eleverebbe il reato d’immigrazione clandestina a reato federale, da violazione civile della legge sull’immigrazione quale viene ora considerato.
Il dibattito, intanto, rischia di diventare esplosivo. Lo scorso fine settimana 200.000 dimostranti, per lo più ispanici, hanno sfilato per le vie di Los Angeles. A complicare le cose ci sono anche le elezioni di "medio termine" del prossimo autunno per il nuovo Congresso. Come sottolinea il quotidiano New York Times molti, tra i senatori che aspirano alla riconferma, si dicono non disponibili a rilasciare commenti sulla loro posizione personale, per timore di una reazione negativa da parte di un elettorato diviso lungo linee diverse da quelle di appartenenza partitica. Non bisogna dimenticare che sono milioni gli immigrati, ora cittadini votanti, prontissimi a ricordarsi al momento del voto degli esiti che le decisioni del Congresso avranno avuto nel frattempo sulla vita dei loro familiari e sulle sorti delle loro comunità lontane.
Il tema è stato al centro dei colloqui tra il presidente Bush e il suo collega messicano, Vincente Fox, in occasione del recente vertice di Cancun. Le preoccupazioni dei messicani, per quello che definiscono il rallentamento di una soluzione che possa facilitare l’attuazione di un programma in favore dei cosiddetti "ospiti-lavoratori", sono ribadite, seppur indirettamente, nel "Messaggio dal Messico sulla migrazione", una pagina a pagamento che il governo messicano ha pubblicato recentemente sui principali quotidiani statunitensi.
Sandro Mishkin
versione per la stampa