username password  
registrati
Sei in area principale | Punto geoeconomico - > indice documenti

14 luglio 2009 | Nota geoeconomica

IL LINK DEL GIORNO

Al Qaeda vows revenge on China after riots - Times Online Origine: www.timesonline.co.uk
13 luglio 2009 | Nota geoeconomica

IL LINK

Somalia urges Somali-Americans not to join rebels - CNN.com Origine: www.cnn.com
8 gennaio 2007 | Articolo

Il Giappone sulla strada della ripresa economica

Il Giappone ha superato molti dei problemi strutturali che ne hanno danneggiato la crescita durante il decennio successivo allo scoppio della bolla finanziaria all’inizio degli anni Novanta, che è costata al Paese sette anni di dolorosa deflazione, e ha oggi raggiunto un’espansione robusta, sostenuta anche dalla domanda domestica.
15 dicembre 2006 | Articolo

Washington muove verso il petrolio messicano e la Pemex

Nei giorni scorsi il Wall Sreet Journal, quotidiano economico newyorkese, ha attirato l’attenzione di molti osservatori internazionali chiedendo al Messico di privatizzare la Pemex. Si tratta della compagnia petrolifera di Stato, l’undicesima al Mondo, caratterizzata da un passivo ormai strutturale dei propri conti. Perché un’azienda così inefficiente e poco redditizia non viene privatizzata, si chiedeva il WSJ? Ci vuole poco a capire che Wall Street, di cui il giornale è portavoce, sogna di mettere le mani sulla Pemex.
9 dicembre 2006 | Articolo

Il Nafta modello Usa per la creazione
del grande mercato panamericano

Il Nafta, il Trattato di libero scambio del Nord America, è ormai una realtà consolidata da dodici anni di esperienza. Firmato nel 1993 tra Usa, Canada e Messico ed entrato in vigore il primo gennaio 1994, il Nafta nasce sul modello del mercato comune europeo con lo scopo di creare un’area libera di commercio tra i tre paesi più importanti dell’America centro-settentrionale. Gli effetti dell’accordo commerciale, nonostante i dubbi e le perplessità che nel corso degli anni sono stati avanzati da alcuni osservatori ed economisti, sono piuttosto evidenti: l’America del Nord si è trasformata in una zona di libero scambio con un Pil totale di 11,4 miliardi di dollari, diventando una delle aree commerciali più dinamiche del mondo.
2 dicembre 2006 | Articolo

Non è momentanea la debolezza del dollaro

La vittoria dei democratici alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti non ha potato molta fortuna al biglietto verde. In rapporto alla divisa europea, infatti, il dollaro Usa si è progressivamente indebolito, ritornando verso quota 1,3000. Secondo l’economista monetarista Steve Henke non si tratta di un movimento di breve periodo. La debolezza della divisa americana è dovuta in primo luogo al rallentamento dell’economia Usa, sostenuta artificialmente in questi ultimi anni grazie innanzi tutto ai generosi trasferimenti statali al Pentagono (circa 502 miliardi in cinque anni) e all’accelerazione parallela dell’economia Ue, in secondo luogo alle aspettative che la Federal Riserve riduca presto i tassi di interesse e la Banca Centrale Europea, invece, li aumenti.
4 novembre 2006 | Articolo

L’oggetto del desiderio si chiama Groenlandia

Nella competizione per l’uso delle risorse naturali, la Groenlandia è destinata a essere una pedina importante, fonte di tensioni ora sotterranee, ma pronte a emergere. Il gigantesco ammasso di gneiss, granito e ghiaccio è anche una postazione strategica di enorme importanza. Tre fattori potrebbero cambiarne, però, le sorti e la percezione presso l’opinione pubblica della Groenlandia. Primo: il fattore demografico: l’aumento della popolazione nei paesi emergenti e in quelli sommersi dalla povertà pone un problema enorme sulla scarsezza delle risorse, in particolare l’acqua.
22 luglio 2006 | Articolo

L’invasione dei prodotti cinesi preoccupa Stati Uniti e Europa

Un secolo e mezzo fa gli Inglesi dichiararono guerra alla Cina per costringerla ad aprirsi al libero mercato. Adesso è la Cina, dopo mezzo secolo di comunismo, che preme perché l’Occidente si apra al libero mercato.
15 luglio 2006 | Articolo

E’ in atto la ristrutturazione delle banche in Europa

Dal 1985 al 2001 il numero di banche, sia in Europa sia nell’area euro, è diminuito di più del 45 per cento. La contrazione ha riguardato quasi tutti i Paesi, a eccezione di Grecia, Irlanda, Lussemburgo e Danimarca. Nell’area euro la riduzione è stata superiore alla media nei Paesi Bassi, in Spagna, Francia, Germania e Finlandia mentre in Italia (-29%) è stata inferiore alla media. La riduzione delle banche è stata particolarmente intensa a partire dalla prima metà degli anni Novanta.
6 giugno 2006 | Articolo

Non è la Cina la bestia nera dell’economia Usa

La propaganda politica dell’amministrazione Bush ha finora accreditato la tesi secondo la quale la Cina è il nemico economico degli Stati Uniti. Di fronte alle difficoltà economiche dell’America George W. Bush ha preferito, infatti, cercare un nemico.

<<  1 | 2  >>